Cosa succede al fondo pensione se muoio prima?
Cosa succede alle somme accantonate per anni nel fondo pensione, se dovessi morire prima del meritato traguardo? È la domanda che si fanno in tanti, e molti pensano erroneamente che un decesso prematuro significhi perdere le somme accumulate. Ecco qui spiegato bene a cosa hanno diritto gli eredi, caso per caso.
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di Elisa Lupo
Consulente del lavoro da più di 15 anni, ideatrice, autrice e voce di Previdenti, e IO Lavoro.
Una delle preoccupazioni principali di chi sottoscrive un fondo pensione è sapere cosa succede al capitale che ha accumulato nel caso di morte prematura. Nel caso in cui, cioè, l’aderente muoia prima delle pensione.
Come funziona la rendita del fondo pensione
Prima di addentrarci nei vari scenari conviene chiarire come funziona la rendita pensionistica erogata dal fondo pensione. Al momento dell’accesso alla pensione, il fondo calcola l’importo dell’integrazione mensile da versare, dividendo il montante accumulato per la speranza di vita, e cioè per il numero di anni che il sottoscrittore presumibilmente vivrà, sulla base dell’aspettativa di vita.
Se questi vive più a lungo, continuerà a percepire la somma anche dopo, e il fondo attingerà dalle proprie riserve. Se, al contrario, morirà prima di quanto prospettato in base alla speranza di vita media, il montante residuo confluirà nella riserva (nei prossimi paragrafi vedremo però che l’aderente può fare delle scelte per modificare quest’ultimo scenario). È importante chiarire cosa succede nei vari casi, in modo da poter fare scelte consapevoli che garantiscano l’iscritto e i suoi eredi.
Se si muore prima della pensione
Partiamo dal caso in cui il lavoratore si sia iscritto alla previdenza complementare e abbia versato per diversi anni la contribuzione, ma non è ancora andato in pensione. Se la morte lo coglie prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica, il denaro versato nel fondo non andrà perduto. L’intera posizione individuale maturata potrà essere riscattata dagli eredi o dai diversi beneficiari designati.
In questo caso, la possibilità di riscatto da parte degli eredi è riconosciuta sempre dalla normativa. Gli eredi potranno percepire il montante accumulato solo sotto forma di capitale e non di rendita, e beneficeranno della tassazione agevolata del 15%, percentuale che sarà ridotta dello 0,30% per ogni anno in cui l’intestatario è stato iscritto al fondo oltre al quindicesimo.
Se si muore durante la percezione della pensione
Qui i casi sono tre, perché l’aderente al fondo può effettuare delle scelte preventive. Eccoli spiegati:
- L’aderente non ha fatto alcuna scelta specifica. Il capitale residuo resterà al fondo pensione, che lo manderà a riserva, e lo utilizzerà per gli aderenti che vivranno più dell’età media.
- L’aderente ha scelto preventivamente la rendita reversibile. Con questa scelta, che deve essere espressa, si sceglie di avere una rendita un po’ più bassa, ma si assicura una rendita a un beneficiario designato dopo la propria morte.
- L’aderente ha scelto di ricevere una rendita certa a 5 o 10 anni. Scegliendo questa opzione, il pensionato decide di ricevere quanto accumulato per un tempo definito e non legato alla durata della vita. Nel caso in cui intervenga il decesso prima del tempo definito, i beneficiari designati continueranno a percepire la rendita.
C’è infine il caso in cui al momento della pensione l’aderente abbia richiesto il riscatto del montante sotto forma di capitale. In questa situazione, il fondo avrà perso la sua natura previdenziale e al momento del decesso il capitale verrà ereditato come tutte le altre somme.