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Spese dei figli tra ex: come tenere i soldi fuori dal conflitto

Le spese per i figli sono tra i motivi principali di attrito tra ex, ma come fare per evitare discussioni che inevitabilmente coinvolgono i minori? La Cassazione ha recentemente ribadito che va valutata con attenzione la natura delle spese, nonché il criterio di ripartizione tra i genitori. Un metodo utile, allora, è mettere in fila le spese previste per ciascun figlio, dalla scuola alle attività, e indicare su un foglio excel il costo annuale, in modo da programmare, e scegliere cosa ci si può permettere.

Tempo di lettura: 3 minuti

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Armando Cecatiello è avvocato specializzato in diritto di famiglia, e autore, tra gli altri, dei libri: Libere: Storie di donne che hanno sconfitto violenza e abusi. 2025; Patrimoni, Famiglie e Matrimoni. Conoscere i propri diritti e doveri per scelte consapevoli e serene. 2022

Spese dei figli tra ex
Foto di Ben Wicks

Come abbiamo già scritto, le spese per i figli sono tra i motivi più comuni di attrito tra ex. A questo proposito meritano attenzione le decisioni più recenti della Cassazione, che confermano un orientamento importante: quando si discute delle spese sostenute per i figli non ci si può fermare a classificazioni astratte. Nel maggio 2026, con l’ordinanza n. 16578, la Cassazione è tornata sul rimborso di una serie di spese sostenute per un figlio – tra cui costi universitari, alloggio, viaggi, attività sportive e corso di musica – richiamando la necessità di valutare correttamente la natura delle spese e il criterio di ripartizione tra i genitori.

Le spese non sono tutte uguali, anche quando sembrano tali

È un’indicazione particolarmente interessante per il tema di cui stiamo parlando. Dietro la parola “sport”, infatti, possono nascondersi realtà completamente diverse, perché un conto è un corso pomeridiano da poche centinaia di euro, altro è l’attività agonistica che comporta attrezzatura, trasferte e competizioni durante tutto l’anno. La qualificazione giuridica non può essere completamente scollegata dalla realtà. D’altro canto, la Cassazione ha inoltre ricordato anche che gli obblighi economici nei confronti dei figli non devono essere sottovalutati: il mancato pagamento delle spese previste dal titolo giudiziario o dagli accordi può avere conseguenze che non si esauriscono necessariamente nel semplice recupero del credito.

Il budget condiviso, per evitare problemi

L’inizio delle attività extrascolastiche può allora diventare l’occasione per introdurre una buona abitudine. Mettere in fila le spese previste per ciascun figlio (scuola, mensa, trasporti, sport, corsi, attrezzature, eventuali visite mediche già programmate), e poi indicare il costo annuale, non soltanto quello mensile. È un modo intelligente per capire quanto si spenderà complessivamente, quanto spetta a ciascun genitore, quali costi sono già compresi nell’assegno, quali devono essere rimborsati separatamente, e per quali decisioni bisogna prima confrontarsi. Può sembrare un metodo eccessivamente contabile per parlare dei propri figli, in realtà è l’esatto contrario. Un budget condiviso permette di separare il denaro dal conflitto sentimentale, e di dire senza timoni: “questa spesa in questo momento non è sostenibile” senza trasformarlo in “non voglio pagare per nostro figlio”, “Papà non vuole pagare calcio”, o “Mamma ti ha iscritto senza chiedermelo”.

Prima si programma, poi si spende

Quando si discute di spese, è sempre molto importante considerare che la separazione modifica la famiglia, ma non interrompe il progetto educativo dei figli. Scuola, sport, musica e attività ricreative continuano a essere occasioni di crescita e socialità, hanno un costo, e quel costo deve essere sostenibile per la famiglia reale, non per quella che esisteva prima della separazione e neppure per quella che ciascun genitore vorrebbe poter avere. Prima di decidere, è quindi sempre opportuno far precedere la scelta dalla domanda: “Quanto possiamo permetterci di spendere per lui quest’anno?”. Conoscere ciò che prevede il proprio accordo o il provvedimento del giudice, verificare quando necessario le linee guida adottate nel proprio territorio, comunicare le proposte, motivare eventuali dissensi e programmare le spese può evitare molti conflitti.

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