Settembre, come mettere ordine tra pagamenti, lavoro e scadenze
Come si comincia “l’anno nuovo” con il piede giusto? Mettendo ordine tra pagamenti, lavoro e scadenze, ma è più facile a dirsi che a farsi. Per non lasciarsi travolgere da impegni e buoni propositi, ecco gli step da seguire.
Tempo di lettura: 6 minuti
di Giorgia Nardelli
Giornalista esperta di diritti dei consumatori e finanza personale.
Le bollette e le tasse, il saldo del conto corrente precipitato verso il basso, quei lavori lasciati in sospeso, a cui si aggiunge l’interminabile lista dei buoni propositi. Settembre è un po’ come gennaio, il momento dell’anno in cui scadenze e appuntamenti si accumulano fino a sfinirci. Ma come si reagisce? E come si comincia l’anno professionale e finanziario con il piede giusto? Ecco i consigli utili.
Regola uno, non giudicarsi
È vero, avremmo dovuto pianificare tutto prima di partire: i progetti di lavoro da finire, i pagamenti da saldare, le tasse e le fatture delle utenze, ma se questo non è successo, non è il caso di colpevolizzarsi, spiega Barbara Reverberi, mentore gentile e facilitatrice di gruppi nelle soft skills. «È andata com’è andata, possiamo solo guardare oltre. Settembre rappresenta per molti di noi un momento di bilanci e quindi anche di preventivi, e io consiglio sempre di prenderci il tempo per organizzare il ritorno prima di partire per una pausa, che sia estiva o in qualunque altra porzione dell’anno. Se non lo abbiamo fatto, non c’è nulla di male. Dovremmo invece imparare a non dare così tanto significato a questo periodo. E, soprattutto, a non paragoniamoci agli altri. Ciascuno di noi ha i propri tempi e i propri ritmi».
Settembre è un mese qualunque
Restando in tema di aspettative, ecco un altro consiglio, che parla soprattutto a chi proprio su settembre ha risposto le speranze di voltare pagina, mettere ordine nelle finanze o magari iniziare un corso di aggiornamento o rimettere mano al cv. Dice la mentor: «Tendiamo a caricare di significato questo mese, ma credo sia importante destagionalizzare la tarda estate. Di fatto è il periodo dopo la pausa e come tale, se preso con le giuste misure e un po’ di leggerezza, possiamo farne un momento di passaggio. Ogni mese è utile per rimettere mano al curriculum o alla biografia dei social. Ciò che conta è aggiornare i cambiamenti di ruolo e definire prima la meta e la rotta da seguire per evitare di fare corsi inutili. La raccolta di certificazioni nutre più il nostro ego, mentre i recruiter vogliono comprendere cosa ti ha motivato a scegliere quel corso e quale valore aggiunto ha portato nella tua esperienza».
Trova tempo gentile per te
Già, ma come affrontare la mole di impegni e di spese davanti a noi? Dai progetti di lavoro alle maxispese di ottobre? «La premessa è che qualunque cosa si voglia fare serve tempo, un tempo gentile dedicato a noi, per ritrovare la lucidità», premette Reverberi. «Per alleggerire il senso di pesantezza, si può sperimentare una procedura creativa che aiuta a pianificare e “manifestare” agli altri ciò di cui abbiamo bisogno.
Bisogna trovare un luogo tranquillo e servono carta, penna e forbici. Il “gioco” consiste nel disegnare tante pallottoline su un foglio bianco e dentro scrivere le cose da fare: una per cerchio. Poi si ritagliano e si distribuiscono sul tavolo della cucina. Io le raccolgo prima in due gruppi: quelle che posso fare da sola, quelle per cui serve aiuto. Quindi in tre: da fare subito, entro una settimana, anche dopo. Le riguardo, e se qualcosa non va, le riordino. Le cose più impegnative sono in linea di massima quelle da sbrigare prima, per liberarsi. Poi riporto tutto in agenda, avendo cura di usare un colore per ciò che dipende solo da me e uno diverso per le azioni che richiedono un passaggio ulteriore su un collega. Così ottengo tre risultati: evito di rimanere ferma in attesa di risposte, mi muovo per tempo e gestisco meglio i passaggi con chi mi può aiutare, mi fa sentire meno ansia e una maggiore autoefficacia. Una volta che ho segnato tutto, comunico in modo gentile e senza pressioni ciò di cui ho bisogno».
Muoversi per mettere in ordine le idee
Fatta la pianificazione, bisogna cominciare ad agire, e un buon modo per attivarsi, dice l’esperta, è muoversi. «Significa fare qualcosa che implica un “piccolo” cambio di scenario. La nostra mente resiste se trova un ostacolo grande, allora meglio cominciare con qualcosa di semplice, poco impegnativo. Si può camminare passeggiare, o anche altro. Cosa c’entra muovere il corpo? Gli studi più recenti confermano che, quando si è stanchi e svogliati, fare attività fisica all’aria aperta come una camminata energica o una corsa leggera che alzi di poco la frequenza cardiaca, fa già sentire meglio, grazie al rilascio di neurotrasmettitori come endorfine e serotonina. Quest’ultima è davvero importante: si trova soprattutto nel tratto gastrointestinale e collega cervello e intestino, donandoci armonia e benessere. Anche mettere ordine in casa aiuta, perché aiuta la mente a liberarsi».
Un occhio alle spese: così riduci lo stress
E i soldi? Se i pagamenti importanti non si possono rimandare, e le spese di inizio autunno iniziano a pesare sull’umore, meglio correre subito ai ripari. «Se il bilancio familiare sta diventando un problema, meglio tenere sotto controllo le spese. Possiamo darci tre mesi di tempo per rinunciare a qualcosa adesso e premiarci dopo. Oppure si può creare un salvadanaio, e inziare ad accantonare le spese per i grossi esborsi dei mesi futuri, come le tasse (vedi la guida di Rame sul sinking fund ). Questa è un’abitudine che mi permette di andare via tranquilla e di pagare le tasse. Metto da parte una piccola somma ricorrente tutto l’anno ed è una sensazione bellissima quando apro e vedo quello che ho risparmiato». Prima di pianificare le spese future, consiglia la coach, è anche molto importante tenere bene a mente una cosa: «Quando guadagniamo è importante prima pagare noi stessi per metterci in sicurezza e poi pianificare le uscite future. Solo quando ci sentiamo al sicuro facciamo scelte più consapevoli e possiamo pensare davvero alla nostra crescita personale e professionale: dal “safety first” al “growth first”».
Evviva la pianificazione: dividi i goals per microobiettivi
Per organizzare le cose da fare, specie se abbiamo davanti a noi un progetto impegnativo, è infine fondamentale cominciare con una stima realistica e consapevole di quanto tempo ci richiede, consiglia Reverberi. «Se la scadenza è vicina, meglio prendersi qualche giorno in più e comunicare agli interessati che quel tipo di lavoro richiede alcuni passaggi complessi. Questo, tra l’altro, fa percepire il valore della competenza e ci posiziona come professionisti affidabili, permettendoci di rispettare le scadenze con sempre maggiore fiducia nelle nostre possibilità. Per automotivarci, possiamo fissare delle mete progressivamente più impegnative. Gli inizi richiedono sempre più energia, dopo potremmo darci dei blocchi di tempo non troppo lunghi». Questo modus operandi è prezioso nel lavoro ma può essere traslato in tutti gli ambiti, persino quando si parla di pianificazione finanziaria o risparmio. Utile, a questo proposito è anche fare uno schema con i micro obiettivi da raggiungere, e le rispettive tempistiche.