Budgeting, le alternative al metodo 50-30-20
Se hai provato ad applicare il metodo 50/30/20 per gestire le tue finanze, e hai fallito, non sentirti in colpa. Nessun modello di budgeting si adatta perfettamente a tutte le tasche e a tutte le teste. Qui abbiamo raccolto gli schemi più popolari, prova a usarli come fonte di ispirazione. E non dimenticare le regole per non far fallire un piano di budgeting: realismo, flessibilità, costanza.
Tempo di lettura: 6 minuti
di Giorgia Nardelli
Giornalista esperta di diritti dei consumatori e finanza personale.
- La formula salvadebiti: il 70/20/10
- Il riadattamento del 70/30/20, per chi ha entrate basse
- 80/20 , il budget smart per chi fa fatica a tracciare le uscite
- Come funziona nella "vita reale"
- Il budget inverso, paga prima te stesso
- Il Kakebo, per chi si lascia prendere la mano dalle spese
- Le regole d'oro per rispettare un piano
Ha chiarito a tutti come dividere le entrate, come distinguere le spese e quanto accantonare per i risparmi; ha dato poche regole ma chiare, e una griglia su cui orientarsi per mettere ordine nelle finanze: è per questo che il metodo 50/30/20 di Elizabeth Warren ha fatto il giro del mondo. Come abbiamo scritto anche noi di Rame, però, lo schema di budgeting non si adatta alla perfezione a tutte le tasche, e nemmeno a tutte le teste. Chi vede mangiare gran parte delle entrate dalle uscite fisse ha grandi difficoltà ad applicarlo alla lettera, e anche negli altri casi, non sempre la ricetta di tracciare tutte le uscite risulta vincente. Dopotutto, per usare le parole della nostra coach Stefania Baita, darsi una regola «non deve essere una prigione, ma una via verso la libertà».
Qui abbiamo spiegato come modificare la griglia secondo le esigenze e le fasi della vita. Adesso, partendo dallo stesso principio, presentiamo alcuni metodi di budgeting alternativi al 50/30/20. Si diversificano per tanti aspetti, ma hanno in comune lo stesso principio. Perché funzionino servono due ingredienti: realismo e flessibilità.
La formula salvadebiti: il 70/20/10
Il 70/20/10 si basa sulla suddivisione delle uscite, esattamente come il 50/30/20, e chiede di dividere le entrate totali in tre sezioni, ponendo dei tetti. L’obiettivo, però, è diverso. Il 70/20/10 nasce come formula di emergenza per uscire dai debiti o per liberarsi delle rate mensili di troppo, e negli Usa è una delle strategie suggerite nel Personal Financial program dei Marines, una sorta di manuale di educazione finanziaria rivolto ai Marines e alle loro famiglie per gestire gli aspetti della vita “civile”.
Secondo lo schema, il 70% del budget andrebbe destinato alle spese di sostentamento, che includono alloggio, cibo, utenze e trasporti; il 20% va invece al rimborso dei debiti, dando la precedenza a quelli con il tasso di interesse più alto, oppure all’estinzione di quelli più piccoli (qui una nostra guida sul tema). Il restante 10% del budget, infine, potrà essere dedicato alla protezione e al futuro, e può eventualmnete essere suddiviso in due parti uguali: da una parte per alimentare il fondo di emergenza, un’altra per i propri investimenti e obiettivi.
Anche in questo caso, l’importante non è attenersi rigidamente alle percentuali, ma darsi una regola per uscire dall’empasse. In questa griglia non c’è posto per gli svaghi: si dà evidentemente per scontato che chi ha problemi legati ai debiti non debba concedersi altro, ma la quota “desideri” può essere fatta rientrare in quella delle necessità, se c’è margine, dando ovviamente precedenza alle spese fisse.
Il riadattamento del 70/30/20, per chi ha entrate basse
E chi non ha debiti ma vuole semplicemente amministrare le finanze? Il modello 70/30/20 è stato riadattato a sua volta, guardando soprattutto a chi ha uscite fisse alte (o, al contrario, entrate esigue, che finiscono per essere divorate dalle necessità, ma cerca una regola per dirottare qualcosa anche sul resto. Qui il 70% va alle spese inderogabili, come affitto, mutuo, bollette; il 20% ai piaceri, e il 10% a risparmio e investimenti. Su uno stipendio di 2.200 euro netti, 1.540 finiranno dunque nel “contenitore” delle spese essenziali, 440 saranno usate per concedersi piccoli piaceri, 220 euro per i risparmi.
Anche se la somma della protezione non è alta, seguire lo schema è un ottimo inizio per iniziare a risparmiare evitando la frustrazione di non potersi concedere nulla nell’immediato. Perché funzioni, però, le risorse andrebbero sin da subito accantonate in contenitori separati, per esempio salvadanai digitali da cui prelevare man mano i soldi necessari, fino all’esaurimento della riserva.
80/20 , il budget smart per chi fa fatica a tracciare le uscite
Molto popolare è anche lo schema di budget 80/20, formula minimal concepita per chi desidera un approccio immediato e ha difficoltà a tracciare le spese. Avere consapevolezza di come spendiamo i nostri soldi è in realtà il primo passo per acquisire coscienza nella gestione del denaro, ma in determinate fasi della vita può essere complicato dedicarsi a questa attività. Piuttosto che non fare nulla, meglio iniziare a organizzare le finanze sulla base delle priorità. La formula è basica, ciò che entra si divide in due: l’80% va ai bisogni e il 20% a risparmio e investimenti, che andranno però sottratti nel momento stesso in cui arriva lo stipendio o il pagamento delle fatture. Autorità come il governo indiano suggeriscono questa strategia per accantonare denari per la pensione.
Come funziona nella “vita reale”
Per vedere come il modello si traduce nella vita reale, prendiamo i canonici 2.200 euro di entrate mensili: se utilizzo questa griglia, saprò che dal totale dovrò accantonare subito 440 euro, il resto lo gestirò senza contabilizzare. L’importante, perché la ricetta funzioni, è mettere subito in sicurezza una parte delle entrate per saldare i debiti, risparmiare e pensare al futuro. Quanto al resto, più sono alte le spese di prima necessità in rapporto alle entrate, meno ci sarà spazio per quelle voluttuarie, ma il fatto di avere una somma da cui hai già detratto la parte iniziale, ti aiuterà a giostrarti meglio, per esempio a riflettere come tagliare alcune voci di spesa necessarie per ricavare spazio per lo svago, o, al contrario, tagliare uscite inutili per lasciare risorse sufficienti ai bisogni. L’approccio semplificato ti aiuta inoltre a liberare tempo ed energie da dedicare ad altre attività.
Il budget inverso, paga prima te stesso
Se l’esigenza di semplificare è ancora maggiore, e la gabbia del 20% va stretta, il passaggio ancora successivo è adottare lo stesso metodo, ma senza percentuale fissa. È il principio del “Pay yourself first”, metti avanti a tutto la tua tranquillità e il tuo futuro. Sottrai da subito alle entrate una quota fissa, ma adattando la percentuale alle tue reali possibilità, questo ti aiuterà a non sconfinare nel territorio dell’irrealizzabile, che è l’assicurazione per far fallire ogni modello. Non lasciarti scoraggiare dai numeri, anche un prelievo fisso del 5 o del 10% è un ottimo inizio. L’importante non è la quantità, ma l’abitudine, fare proprio il concetto che mettere ordine delle finanze aiuta a vivere meglio e a non lasciarsi gestire dai soldi.
Il Kakebo, per chi si lascia prendere la mano dalle spese
Il metodo Kakebo, che insegna a catalogare tutte le spese nei dettagli, non ha certo bisogno di presentazioni, ma qui lo consigliamo perché la classificazione delle spese è un esercizio di riflessione importante per chi tende a esagerare con le uscite extra, e non si sa regolare. Non parliamo di una formula fissa in percentuali, ma di un rigoroso tracciamento delle uscite, che a fine mese restituisce un quadro della situazione limpido e facile da comprendere, che può essere ragionato per chiedersi, di mese in mese, in cosa si può migliorare.
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Le regole d’oro per rispettare un piano
Qualunque sia il piano scelto, il tuo compito deve essere quello di seguirlo. Segui questi quattro consigli:
- Attieniti al tuo budget e aggiornalo regolarmente;
- Qualunque metodo di budgeting tu scelga, cerca di rispettarlo con costanza;
- Se ti capita di spendere più del previsto di tanto in tanto, non giudicarti con eccessiva severità;
- Rivedi le tue spese e individua le modifiche necessarie. Un budget dovrebbe evolversi naturalmente nel tempo, man mano che la tua vita cambia.