Btp e conto deposito: dove parcheggiare la liquidità
Btp e conti deposito sono considerati i principali “alleati” del fondo di emergenza, investimenti “sicuri” per proteggere il tesoretto e ottenere rendimenti, anche se molto contenuti. Ma svolgono davvero questa funzione? A quali condizioni, e come scegliere? In questa guida affrontiamo pro e contro, differenze fiscali, rischi e vincoli di liquidità per aiutare i lettori a scegliere lo strumento più adatto alle proprie esigenze. Un’analisi per gestire il paracadute finanziario in modo efficiente e consapevole.
Tempo di lettura: 9 minuti
di Giorgia Nardelli
Giornalista esperta di diritti dei consumatori e finanza personale.
- Prima di iniziare: il check-up delle proprie esigenze
- La parola d'ordine: non esagerare
- Investimenti “sicuri”, Btp e conti deposito
- Pro e contro dei conti deposito
- I Btp, i vantaggi...
- ...e il rischio legato al costo del denaro
- La simulazione
- Quando conviene puntare sul conto deposito, il “tema” del conto corrente
- La terza alternativa: i Buoni Postali
- La tabella
C’è una sorta di regola d’oro sul fondo di emergenza, e si basa su due aggettivi: congruo e liquidabile, subito e senza costi. Anche noi di Rame lo abbiamo spiegato più di una volta: è importante tenere da parte una somma pronta all’uso per proteggerci dagli eventi imprevisti senza che questo mandi in tilt il nostro bilancio familiare. Nonostante questo, tenere fermi per anni importi anche considerevoli ha un po’ il sapore del “peccato”, specie in anni in cui l’inflazione torna a correre e a erodere il potere di acquisto.
Non è un caso, allora, che dalla nostra community sia arrivata una domanda: perché non accantonare questi soldi in un luogo sì, “sicuro”, ma facendo in modo che diano una remunerazione, anche se bassa? L’attenzione dei più, quando si apre questo argomento, si sposta su Btp e conti deposito. Ma è davvero una buona idea parcheggiare lì i risparmi di emergenza? E quale conviene, dei due strumenti? Vediamolo con un’esperta.
Prima di iniziare: il check-up delle proprie esigenze
Prima di cominciare, vale la pena soffermarci sul tema del cuscinetto di liquidità, e sugli ordini di grandezza. In un articolo di qualche tempo fa, avevamo spiegato quanto fosse importante valutare le proprie uscite mensili, per poi fare una stima sulla base delle proprie esigenze familiari e personali, ed è quello che ribadisce Pia Miglio, analista finanziaria di Altroconsumo Investi: «Prima ancora di pensare alla collocazione, è molto utile definire quanto ci occorre. Quando parliamo di fondo di emergenza non ci riferiamo a uno strumento standard, non basta dire “metto via tre mesi di stipendio”».
«Ciascuno di noi dovrebbe calcolare la somma dopo un’attenta analisi dei bisogni, ma anche della sua situazione personale e familiare. Se sono un libero professionista non posso limitarmi a coprire emergenze come il frigo da sostituire, devo mettere nel conto anche le incertezze legate alla professione; se sono la persona che contribuisce in maniera maggiore al reddito famigliare, questo dato pesa di più, e se ho figli, anche questo va conteggiato».
La parola d’ordine: non esagerare
D’altro canto, suggerisce l’esperta, non bisogna cadere nella tentazione di esagerare. Dal momento che intendiamo collocare le risorse del cuscinetto in un prodotto che riteniamo “sicuro”, dobbiamo anche considerare che è superfluo, se non inutile, alimentare il fondo di emergenza all’infinito. «Se il mio capitale cresce, meglio valutare per le somme in eccesso altre strategie, per non perdere possibilità. La nostra attenzione nei confronti del denaro dovrebbe espandersi e considerare tutti gli aspetti della mia vita. Ci si può chiedere per esempio: “cosa posso fare per la pensione?”, “Sono disposta a rischiare di più per avere un rendimento superiore, anche a titolo di diversificazione?”».
Investimenti “sicuri”, Btp e conti deposito
Btp e conti deposito sono considerati gli strumenti d’elezione quando si pensa a un posto sicuro dove conservare i risparmi, ma forse è utile stabilire prima cosa intendiamo per prodotto “sicuro”. «Con questo aggettivo la maggior parte delle persone definisce un investimento che offre la garanzia di ricevere quanto è stato investito, senza sorprese, in più con un piccolo rendimento garantito. È un po’ come l’evoluzione del materasso, e come il materasso dovrebbe assicurare che si possa avere quella somma, in caso di bisogno, velocemente e senza costi. E allora diciamo subito che conti deposito e Btp non sono perfetti sostituti, non possiedono tutte queste caratteristiche», avverte Pia Miglio.
Pro e contro dei conti deposito
Lo strumento che più si avvicina a questo ideale è senz’altro il conto deposito, ma con dei ma. «Nella versione “libera” il conto è un salvadanaio che entro due o tre giorni lavorativi mi permette di riavere il mio denaro. Devo però tenere presente che i depositi più remunerativi sono quelli cosiddetti vincolati, dove il risparmiatore sottoscrive un contratto in cui si impegna a lasciare depositato il denaro per un periodo di tempo predeterminato. Si dirà: “mi accollo il rischio di uscire prima dall’investimento rinunciando agli interessi maturati”, ma non si tratta solo di questo. Un conto deposito vincolato non sempre può essere sciolto, anche con una penalizzazione, e non è detto che il denaro sia disponibile in pochi giorni», spiega l’analista.
Se alcune banche offrono infatti la possibilità di svincolo anticipato con penalizzazione, altre non prevedono nemmeno l’opzione di uscita pre scadenza. Il conto deposito può quindi essere una buona soluzione, a patto di saper scegliere la formula giusta.
I Btp, i vantaggi…
Passiamo ai Btp. In questi ultimi anni la famiglia si è allargata moltissimo, includendo anche titoli con scadenze più brevi, il che è una buona notizia. «Con l’introduzione dei Btp Short Term, un’evoluzione del CTz, che non esistono più, possiamo acquistare titoli con durata dai 18 ai 36 mesi. La loro scadenza, dunque, si sovrappone a quella di alcuni conti deposito», premette Pia Miglio. «Chi investe in un titolo di stato Italiano ha la garanzia che a scadenza si vedrà restituire l’importo iniziale, e periodicamente riceverà cedole a un tasso di interesse prestabilito. In più il Btp ha un vantaggio fiscale, perché è tassato con un’aliquota del 12,5%, contro il 26% degli altri investimenti, e le somme investite su questi strumenti, fino a 50.000 euro per nucleo familiare, sono escluse dal calcolo Isee, cosa che offre vantaggi non indifferenti per chi aspira a usufruire di bonus e agevolazioni pubbliche».
…e il rischio legato al costo del denaro
Il tema, semmai, è un altro, chiarisce l’esperta di Altroconsumo Investi: «I Btp sono quotati in Borsa; se ho necessità impellente di avere denaro liquido, posso venderli senza aspettare la scadenza naturale. Essendo però in Borsa, il loro valore sul mercato risente dell’andamento dei mercati, e nessuno mi assicura che vendendo in anticipo riuscirò a riavere quanto pagato. Molto dipende dall’andamento dei tassi di interesse: se sono in aumento, i titoli già quotati vedranno il loro prezzo scendere, mentre quelli che verranno collocati in quel momento avranno condizioni più interessanti.
«Vero è che il costo del denaro non influenza solo l’andamento dei Btp: anche i conti deposito hanno offerte che vengono riviste periodicamente, poiché il tasso di interesse dipende dalle condizioni di mercato, ma nei depositi non vincolati il capitale è sempre garantito, indipendentemente dal momento in cui scelgo di prenderli».
La simulazione
Prendiamo un conto deposito a 24 mesi e un Btp Short Term a due anni, due prodotti con identica scadenza. L’offerta che la banca X farà sul mercato al momento del lancio del conto deposito sarà influenzata dall’andamento dei tassi: se si prevede che i tassi aumenteranno, la banca cercherà di attirare più liquidità e proporrà un tasso più conveniente. Lo stesso vale per il Btp Short Term emesso in quel momento, che certamente avrà tassi più interessanti. Quelli già sul mercato, però, nello stesso tempo vedranno il loro valore diminuire sul mercato, anche solo perché in prospettiva c’è un rialzo dei tassi».
«In conclusione», dice Pia Miglio, «se devo garantirmi un accesso facile, veloce e sicuro, forse puntare tutto sui Btp non è la scelta migliore, meglio il conto deposito libero. D’altra parte, se è solo una parte del patrimonio e ho altre risorse da allocare, posso fare un ragionamento più sofisticato e prendere in considerazione prodotti più interessanti».
Quando conviene puntare sul conto deposito, il “tema” del conto corrente
In questo momento i conti deposito offrono tassi interessanti, anche nella versione svincolabile. Chi sceglie lo strumento, però, non può ignorare le altre implicazioni, e cioè la necessità di aprire un conto corrente presso la banca che propone lo strumento. «La maggior parte degli istituti è online e offre conti a zero canone e zero spese, spesso prevedendo l’accredito dello stipendio su quel conto. Ma per il risparmiatore si tratta comunque di aprire un nuovo conto corrente da gestire e controllare, con un impiego di tempo e di energie; anche questo va messo sul piatto della bilancia. Se si è disposti a cambiare banca, benissimo».
«Se si decide di tenere il denaro a lunga scadenza, vale la pena valutare pro e contro, ma se l’intenzione è solo investire in un conto deposito a 3 mesi… io ci penserei. Per quanto digitale e senza costi, un conto corrente è comunque un’incombenza in più, e perdere tempo è antieconomico. Meglio fare un ragionamento a 360 gradi, valutando tutte le componenti. Inoltre, molte banche usano “tassi civetta” per accaparrarsi clienti: tutto legittimo, ma magari poi scopro che l’offerta è legata alla sottoscrizione di polizze, fondi o investimenti che prevedono che io rimanga legato all’istituto per anni».
La terza alternativa: i Buoni Postali
Esiste una terza via per parcheggiare la liquidità in un posto sicuro, e smobilitarla in poco tempo? «Posto che nessuno strumento è un perfetto sostituto dell’altro, ci sono anche i prodotti postali. Mi riferisco ai Buoni del Tesoro emessi da Cassa Depositi e Prestiti e di fatto garantiti dallo Stato italiano».
«La gamma disponibile è aumentata, c’è la possibilità di scegliere Buoni di durata più o meno lunga, formule che consentono di riavere il denaro integralmente dopo un certo periodo di tempo. In questo momento offrono tassi interessanti, anche se sempre molto contenuti,- ma c’è un problema di fondo: sulla carta è sufficiente andare in Posta e “comprare” il buono, ma nella pratica, se non hai un libretto postale smart e i buoni non sono dematerializzati, il processo di acquisto non è affatto veloce, e quello di rimborso può essere ancora più farraginoso…».
La tabella
| Caratteristica | Conto Deposito | Btp (Titoli di Stato) |
| Tassazione | 26% | 12,5% |
| Rischio | Fallimento della banca (protetto dal FITD fino a 100.000 euro a depositante) | Default dello Stato / Oscillazione del prezzo di mercato in caso di vendita prima della scadenza |
| Liquidabilità | Dipende dal contratto (immediata o vincolata, con preavviso) | Sempre vendibili sul mercato (ma il prezzo può variare |
| Costi | Legati ad eventuale apertura di un nuovo conto corrente o d acquisto di altri prodotti proposti dalla banca. | Zero se acquistati al lancio e tenuti fino alla scadenza, commissioni in caso di vendita e acquisti sul mercato secondario. |
| Imposta di Bollo | 0,20% sulle somme depositate | 0,20% sul valore nominale |