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Quando avere di più mette a disagio: il senso di colpa per il privilegio finanziario

Sentirsi in colpa non perché si ha troppo poco, ma perché si può permettersi qualcosa in più degli altri. Un abbonamento, un piccolo viaggio, una spesa di qualità diventano motivo di imbarazzo verso chi fatica ad arrivare a fine mese. Da dove nasce questo disagio e come trasformarlo in un’occasione per costruire una relazione più serena e aperta con il proprio denaro?

Tempo di lettura: 2 minuti

Stefania Baita
Stefania Baita

di

Life & career coach, esperta di gestione del tempo ed equilibrio vita-lavoro. Su Rame risponde alle vostre domande sui comportamenti legati alla gestione dei soldi.

senso di colpa per i soldi

La domanda

Buongiorno,

Volevo confrontarmi con voi su un argomento che mi pesa un po’. Su Rame si è parlato tante volte di come ci si può sentire a disagio con gli altri quando non si hanno le stesse possibilità economiche (per esempio rinunciare ad un’uscita perché i soldi sono contati per arrivare a fine mese), ma vi è mai capitato l’esatto contrario? Ovvero, vi siete mai sentiti in colpa o in imbarazzo perché rispetto agli altri potevate permettervi di più?

Non parlo necessariamente di cose di lusso, ma anche di piccole cose semplici: potersi permettere un abbonamento a un servizio di streaming, fare un piccolo viaggio o anche semplicemente fare la spesa spendendo un po’ di più per mangiare meglio.

A me succede spesso di sentirmi “in colpa” perché potrei permettermi più “capricci”, mentre magari molte altre persone fanno fatica ad arrivare a fine mese facendo solo lo stretto necessario. Forse mi influenza il modello culturale secondo il quale chi è povero è virtuoso e chi è ricco è da disprezzare, ma mi piacerebbe imparare a non sentire più questo peso.

Voi avete mai vissuto una situazione simile?

Laura

Cara Laura,

grazie per aver condiviso la tua situazione e la tua difficoltà. Quello che scrivi ci ricorda – ancora una volta – che i soldi non sono mai solo soldi, e che ogni situazione finanziaria porta con sé onori e oneri. Certo, non doversi preoccupare di arrivare a fine mese o di avere risparmi sufficienti per un futuro sereno è un ottimo punto di partenza, ma sarebbe un peccato se tu ti fermassi ai blocchi di partenza. Secondo me non c’è solo il disagio che vivi per il privilegio legato alla tua situazione, ma c’è anche una vocina che ti spinge dicendo “che peccato fermarsi qui!”, e forse è per questo che ci hai scritto – perchè desideri accedere al potenziale che la tua situazione ti mette a disposizione e che tu non stai facendo fiorire.

Il senso di colpa ci porta a chiuderci, mentre l’abbondanza dà il meglio di sé quando le porte sono aperte, spalancate, di fronte alle possibilità che ci sono là fuori – possibilità per te, per il presente e il futuro che desideri, e per le cause che ti stanno a cuore e alle quali vuoi contribuire anche con le tue risorse finanziarie.

Un esercizio pratico: ringrazia il tuo denaro (sì, ad alta voce)

Ti propongo un esercizio: scegli un oggetto che rappresenta la tua situazione finanziaria (il foglio con l’estratto conto più aggiornato che hai, il porcellino-salvadanaio che tieni sulla scrivania… ma anche un disegno fatto da te e che lo rappresenti), tienilo in mano e coccolalo. Tienilo vicino al tuo corpo, non allontanarlo da te. Guardalo e ringrazialo, ad alta voce – ringrazialo perché c’è e ti permette la serenità finanziaria di cui godi, e poi ringrazialo per tutte le cose che ti permetterà di fare in futuro, cose che ancora non hai fatto anche se sono a portata di mano.

Poi prendi carta e penna e scrivi: che cosa renderebbe la mia vita di tutti giorni migliore? Che cosa renderebbe il mio futuro migliore? Che contributo posso dare per un mondo migliore? Rispondi di getto, senza stare a pensarci troppo, e lascia che queste risposte guidino il tuo primo passo verso una nuova relazione con il tuo denaro, più serena, aperta… e tutta da costruire!

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