Come prevenire Alzheimer e demenze: allenare il cervello e dormire bene
Nella seconda puntata di Longevity Talk, Annalisa Monfreda dialoga con Maria Salsone, professoressa all’Università Vita-Salute San Raffaele, primaria di neurologia e direttrice del Brain Health Service del Policlinico San Donato. Al centro c’è il cervello, perché vivere bene e a lungo significa anche conservare memoria e lucidità e poter fare scelte autonome fino alla fine.
Salsone parte da una distinzione: l’invecchiamento fisiologico e quello patologico seguono meccanismi simili, legati all’accumulo di due proteine, la beta-amiloide e la Tau. A fare la differenza sono la quantità, la distribuzione, i tempi e la conformazione di queste proteine. A spingere verso la malattia ci sono la genetica, che non possiamo cambiare, e una serie di fattori di rischio su cui invece possiamo agire. Sono i 14 indicati dalla Commissione Lancet, che l’Organizzazione mondiale della sanità ha portato a 19 aggiungendo, tra gli altri, il sonno e la menopausa. Intervenire su questi fattori può ridurre fino al 45% delle demenze. Oggi la prevenzione si sposta 15-20 anni prima dei sintomi, anche perché, per la prima volta in 120 anni, esiste una possibilità terapeutica: gli anticorpi monoclonali, che ripuliscono il cervello dalle placche di amiloide e possono rallentare il decorso dell’Alzheimer. Un passaggio è dedicato alle donne, che rappresentano il 70% dei casi di demenza, e alla transizione menopausale.
Poi si costruisce la palestra del cervello. I cruciverba aiutano soprattutto chi ha già un danno, meno il cervello sano. L’attività fisica aerobica funziona come un farmaco, con un dosaggio preciso. Contano la dieta Mind e le relazioni: tra una serata sul divano con un libro e una con gli amici, per il cervello vince la compagnia. E conta il sonno, più per la qualità che per le ore, perché ogni risveglio interrompe il lavoro di pulizia del sistema glinfatico.
In chiusura, Diego Rizzuto di Taxi1729 riparte dall’Odissea, da Ulisse che si fa legare all’albero della nave per ascoltare il canto delle sirene senza cedere. In finanza comportamentale si chiamano contratti di Ulisse i vincoli che ci imponiamo quando sappiamo che saremo tentati. Anche l’effetto default, la tendenza a lasciare le cose come stanno, può diventare un alleato: per esempio con un piccolo versamento automatico nel fondo pensione, ogni mese, subito dopo lo stipendio.
Longevity Talk è un podcast di Rame realizzato in collaborazione con Credem Banca.