Sovraindebitamento: come scopro se sono a rischio
Perdita del lavoro, una malattia, troppe rate accumulate senza accorgersene: scivolare nel sovraindebitamento è più facile di quanto si pensi, ma i segnali che qualcosa non va arrivano sempre, basta saperli leggere. Con Pietro Pietropinto di Bravo abbiamo individuato i campanelli d’allarme – dal numero di rate aperte ai comportamenti inconsci come evitare di guardare il conto – e i passaggi concreti per rimettere in ordine le proprie finanze.
Tempo di lettura: 9 minuti
di Giorgia Nardelli
Giornalista esperta di diritti dei consumatori e finanza personale.
Questa guida è offerta da Bravo, una società che aiuta le persone a gestire e risolvere i propri debiti in modo sostenibile, attraverso un percorso costruito sulle proprie reali capacità economiche e sulla propria situazione finanziaria.
L’indebitamento non è quasi mai solo una questione di calcoli sbagliati o di cattiva gestione. A farci precipitare nelle difficoltà può essere la perdita del lavoro, una malattia, un problema legato alla propria impresa, persino la difficoltà a dover amministrare tanti beni. Spesso, però, quando le cose non vanno bene, riceviamo dei segnali che dovremmo poter intercettare da subito, perché ci dicono in modo netto che ci stiamo infilando in una situazione complicata, e che dovremmo iniziare a monitorare le nostre finanze. Non è difficile riconoscerli, e ne parliamo in questo articolo con Pietro Pietropinto, Responsabile area consulenza e gestione del debito di Bravo, fintech internazionale che accompagna i consumatori nel gestire e risolvere i debiti, costruendo soluzioni sostenibili basate sulla loro reale capacità economica. Ecco cosa ci ha detto.
Perché ci si indebita
Il primo passo, quando si parla di debiti, è liberarsi dai pregiudizi. «Il debito viene spesso vissuto come una colpa, ma in molti casi è conseguenza della difficoltà a fare fronte a una o più complicazioni. Gli ultimi anni non sono stati semplici per le famiglie italiane: iniziando dal Covid, passando per l’inflazione, fino ai recenti conflitti geopolitici, questi fattori hanno influito negativamente sul potere di acquisto dei consumatori, e anche chi, cinque anni fa, poteva permettersi uno o più prestiti oggi si trova a fare i conti con una realtà diversa: le rate mensili pesano di più e ciò che resta non è più sufficiente.
Quando il bilancio familiare è tirato al massimo, basta una spesa improvvisa, o un investimento sbagliato, per far crollare tutto».
Anche il contesto sociale in cui viviamo “spinge” però in questa direzione: «Il consumismo è parte integrante della nostra vita e delle nostre esperienze, e acquistare è diventato un processo velocissimo. Oggi tutto è più fruibile, vicino, e qualunque bene è reperibile nel giro di pochissimo tempo. Controllare le uscite può diventare più complicato, lo vediamo ogni giorno in Bravo e lo confermano anche i dati del nostro osservatorio, dove emerge quanto spesso la difficoltà non sia legata a una singola spesa, ma all’accumulo di impegni nel tempo. C’è una grossa fetta di clienti che arriva da noi perché semplicemente i debiti sono sfuggiti di mano».
L’identikit del sovraindebitato
Partendo dai suoi numeri – più di 20.000 contratti chiusi in 5 anni – Bravo ha istituito un Osservatorio sull’indebitamento in Italia, il “Finsight”, da cui è emerso il profilo di chi, nel nostro Paese, scivola più di frequente in situazioni di difficoltà. Queste le caratteristiche di chi si rivolge più spesso alla società:
- È uomo e ha circa 50 anni. «Per chiedere prestiti c’è bisogno di avere un reddito fisso, è il motivo per cui è più facile che il profilo sia di una persona over 40, più spesso un 50enne. Gli uomini rappresentano più del 72% del campione», spiega Pietropinto.
- Ha una buona scolarizzazione. È un luogo comune l’idea che a indebitarsi siano le persone con un titolo di studio basso. In più della metà dei casi si tratta di persone con un diploma di scuola superiore. I laureati sono invece circa il 7%.
- Ha un debito medio di circa 30.000 euro. Il numero rappresenta l’esposizione media di chi si rivolge a Bravo. «All’apparenza non è una somma spropositata, ma a essere problematiche sono le rate che si sommano in maniera disordinata, senza che la persona che ha contratto i debiti abbia una mappatura precisa di questi ultimi, né un’organizzazione solida del bilancio familiare. Quando si verificano queste condizioni, è più facile finire fuori controllo», chiarisce l’esperto.
- Ha da 2 a 4 linee di credito aperte. «I prestiti accesi da chi è sovraindebitato sono solitamente minimo 2, ma non parliamo solo di uscite legate ai finanziamenti propriamente detti. Molto spesso le scadenze mensili provengono anche da altre voci, come ad esempio la rateizzazione dei conti delle carte di credito».
I campanelli di allarme
«Premesso che richiedere un prestito non è sbagliato, pensiamo al debito che contraiamo per acquistare casa, e non deve fare paura poiché il credito in sé è, di fatto, uno strumento, ma molto spesso i consumatori sottovalutano le conseguenze che l’accumulo delle rate può avere», spiega il manager di Bravo. «Oggi possiamo frazionare una spesa nel modo che più ci è comodo, e al mutuo e al finanziamento auto possiamo aggiungere le rate del telefono e della lavatrice, ma quando anche piccole spese singole, che da sole potrebbero essere gestite in tranquillità, si sommano indiscriminatamente, il debitore si indebolisce, perché esposto a una serie di rischi. Infatti, è sufficiente un’entrata che arriva in ritardo per rompere quel fragile equilibrio. La gestione di troppe scadenze nel panorama mensile comporta difficoltà, anche se apparentemente non sembra».
Ecco perché, continua l’esperto, è importante sapersi fermare e individuare i segnali giusti. «Parliamo appunto di segnali, la cui presenza non è necessariamente una diagnosi di sovraindebitamento, ma che se individuati possono indurre il consumatore a una riflessione per aumentare la consapevolezza e intervenire per tempo, laddove necessario».
I segnali
- Avere 3 o più rate mensili da pagare. Più sono numerose le rate, più è complicata la gestione delle uscite;
- Non avere un fondo di emergenza. Il paracadute che si apre in caso di necessità e che ci mette al riparo da spese impreviste. Se non c’è, il bilancio può traballare;
- Avere un debito che viaggia intorno o supera i 30.000 euro, o avere rate che sommate superano il 30% delle proprie entrate. Quando lo spazio da dedicare alle altre voci di bilancio diventa sempre più stretto, i margini di manovra si limitano, e ogni imprevisto può creare serie difficoltà;
- Avere determinati tipi di debito: prestiti personali, carte revolving/di credito, scoperti di conto corrente. Sono tutti segnali che ci parlano e ci dicono che probabilmente il debito contratto non è finalizzato a una spesa in particolare, ma forse viene usato come un rimedio di emergenza per gestire un bilancio in rosso.
Gli indizi da non sottovalutare
Non è finita, perché anche i nostri atteggiamenti e comportamenti possono diventare le spie di una gestione che ha preso la piega sbagliata. Trasalire ogni volta che arriva l’estratto conto della carta di credito, perché non si è avuta contezza delle spese fatte durante il mese, così come l’evitare di guardare il conto corrente per non sapere se si è in rosso oppure no, sono atteggiamenti inconsci che rilevano molto. Un piccolo elenco dei comportamenti “civetta” che dovrebbero farci fermare e riflettere:
- Contrarre un debito per pagarne un altro. «Può succedere di accendere un prestito per estinguerne un altro, o perché serve liquidità, ma quella necessità ci sta dicendo che la nostra gestione finanziaria poteva essere diversa, che qualcosa non ha funzionato. A quel punto, probabilmente, bisogna analizzare la situazione e capire dove aggiustare il tiro», spiega Pietropinto.
- Prelevare contanti con la carta di credito, per posticipare l’addebito sul conto corrente, che altrimenti potrebbe finire in rosso. «Spesso succede perché si hanno troppe uscite, purtroppo a volte necessarie, e non ce la si fa a gestire tutto. Ma rimandare la questione da un mese all’altro non è la soluzione.», consiglia l’esperto.
- Ricorrere al Buy Now Pay Later con frequenza, anche per spese necessarie. È un altro segnale di difficoltà, che ci dice che la nostra gestione va rivista.
- Evitare di guardare il conto corrente o l’estratto conto della carta di credito, non porre attenzione alle comunicazioni della banca o della finanziaria. «È il classico panico da debito. Succede quando intimamente siamo consapevoli che c’è una criticità, ma la evitiamo perché abbiamo paura delle conseguenze, abbiamo anche delle resistenze di tipo emotivo».
Il nodo della consapevolezza
«Dalla nostra esperienza quotidiana a contatto con persone in difficoltà nella gestione dei propri impegni finanziari, emerge spesso una limitata consapevolezza rispetto al modo in cui viene utilizzato il denaro: molte persone non hanno una visione chiara né delle proprie spese né dei debiti contratti, non leggono con attenzione i documenti dei contratti di finanziamento, e molte vulnerabilità nascono da qui. Per questo, accanto al supporto nella gestione dei debiti, mettiamo a disposizione anche strumenti di educazione finanziaria attraverso la Bravo Academy: una piattaforma digitale pensata per aiutare i nostri clienti ad orientarsi meglio nelle proprie scelte economiche e costruire nel tempo un rapporto più consapevole e sostenibile con il denaro», conclude Pietropinto.
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Cosa fare per reagire
Che fare, allora, se ci riconosciamo in una o più di queste circostanze? «Agire subito», suggerisce il manager. «Nel sovraindebitamento più si aspetta, più le pendenze si accumulano, più salgono gli interessi passivi, ecc. Dopodiché il consiglio è di seguire una serie di passaggi chiave e, se è il caso, chiedendo l’aiuto di professionisti, perché non sempre gli scenari complessi sono gestibili in autonomia, o con l’aiuto di un amico o di un parente».
Un’azione essenziale, prosegue Pietropinto, è la mappatura dei prestiti, perché le soluzioni possono essere valutate solo se la visione è chiara. «Quando le linee di credito aperte sono tante, la confusione è tale che è difficile persino ricordare le cifre prese in prestito, quanto si spende ogni mese, per quanto tempo si dovrà pagare. Vanno invece messe in fila queste informazioni:
- il numero dei prestiti;
- l’importo delle singole rate;
- la durata dei prestiti;
- il debito restante per ciascuno di essi;
- i tassi di interesse.
A questo proposito, è essenziale raccogliere e recuperare tutti i documenti relativi ai finanziamenti. Se sono stati smarriti, possono essere richiesti alle società finanziarie. «Sono fondamentali non solo per avere i numeri esatti, ma per verificare le condizioni e le clausole di ogni contratto, anche per capire quali finanziamenti conviene estinguere prima, dove trattare condizioni migliori, ecc. A quel punto, conteggi alla mano, si potranno valutare le strade da intraprendere per alleggerire la propria posizione. È proprio da questo tipo di analisi che partiamo anche noi in Bravo, quando affianchiamo le persone nella gestione dei loro debiti: riportare chiarezza è il primo passo per costruire una soluzione sostenibile nel tempo. Non è sempre semplice, e comporta qualche sacrificio, ma nel giro di poco tempo si può rientrare in una condizione di stabilità.
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