Il periodo di prova: tutto ciò che devi sapere

Il periodo di prova serve al lavoratore per valutare l’esperienza offerta e al datore di lavoro per valutare le competenze e le capacità del lavoratore. Non è un periodo senza garanzie: ecco come funziona.

Tempo di lettura: 3 minuti

Elisa Lupo
Elisa Lupo

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Consulente del lavoro da più di 15 anni, ideatrice, autrice e voce di Previdenti, il primo podcast che spiega in modo facilmente fruibile il mondo della pensione.

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Foto di Austin Distel

Che cos’è il periodo di prova?

Il periodo di prova è il primo periodo all’interno del rapporto di lavoro in cui il lavoratore valuta l’esperienza lavorativa offerta e il datore di lavoro valuta le competenze e le capacità del lavoratore e la sua capacità di integrarsi nel contesto aziendale e produttivo. Non si tratta quindi di un periodo che precede l’assunzione in cui il dipendente non ha alcuna garanzia.

Come funziona il periodo di prova?

Il periodo di prova è un periodo in cui ci si conosce reciprocamente e si raccolgono tutte le informazioni che servono per decidere se rendere definitivo il rapporto di lavoro. Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di motivazione o di preavviso.

Durante il periodo di prova si maturano tutte le competenze e tutte le retribuzioni differite come il Tfr, le mensilità aggiuntive, le ferie e i permessi. Si matura inoltre anzianità di servizio.

Quanto dura il periodo di prova?

Il periodo di prova deve risultare per iscritto nella lettera di assunzione e deve essere firmato per esplicita accettazione altrimenti è nullo e il rapporto si considera definitivo già dal suo primo giorno. Non può essere un accordo verbale tra le parti senza certezza della durata.

La durata del periodo di prova è stabilita dai contratti collettivi con riguardo alla qualifica e all’inquadramento, in ogni caso non può essere più lungo di 6 mesi.

Nei contratti a termine, il periodo di prova deve essere riproporzionato alla durata del contratto e alle mansioni da svolgere in relazione alla natura dell’impiego.

Come si contano i giorni di prova lavoro?

Salvo che il contratto non preveda diversamente, il periodo di prova è un periodo di servizio effettivo, di conseguenza i giorni in cui la prestazione non si verifica (es. malattia, maternità permessi, infortunio, sciopero o ferie) sospendono la prova che si allungherà a coda di tanti giorni quanti sono stati interessati da sospensione.

E se avevo già lavorato nella stessa azienda?

In caso di rinnovo di un contratto di lavoro per lo svolgimento delle stesse mansioni, il rapporto di lavoro non può essere soggetto a un nuovo periodo di prova. È nullo il periodo di prova inserito in un contratto a tempo determinato che faccia seguito a un contratto di somministrazione presso la stessa azienda e con lo svolgimento delle stesse mansioni, questo perché non avrebbe senso fissare un tempo per conoscersi se già si è lavorato insieme.

Chi stabilisce la durata del periodo di prova?

Il periodo di prova è una materia su cui si può contrattare in fase di assunzione perché il datore di lavoro ha ampi margini di discrezionalità nella riduzione della durata della prova.

Pensiamo ad esempio quando si cambia azienda nello stesso settore per la stessa mansione dopo tanti anni, sicuramente è utile conoscersi ma tutto ciò che riguarda le competenze e le capacità possono essere date per scontate.

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