Irpef 2026: con i nuovi scaglioni, chi paga meno e di quanto?
Il 2026 porta una piccola, ma concreta, riduzione delle tasse per chi guadagna tra i 28.000 e i 50.000 euro lordi l’anno. L’aliquota del secondo scaglione scende dal 35% al 33%, con un beneficio che può arrivare fino a 440 euro all’anno. Vediamo cosa cambia per dipendenti e Partite Iva, come calcolare il risparmio e come usare questi piccoli extra per gestire meglio le proprie finanze.
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Diciamoci la verità, quando senti parlare di Legge di Bilancio o Aliquote Irpef, la reazione naturale è chiudere gli occhi e sperare che passi in fretta. Oppure chiamare me e chiedermi “Ma alla fine, in tasca, cosa mi resta?”. E io lo so bene perché è una domanda lecita e ricorrente da parte dei miei clienti. Sono Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen e mi occupo della gestione fiscale delle persone fisiche con Partita Iva. In questo articolo cerco di raccontarti, in modo semplice e senza “burocratese”, che cosa succederà al tuo reddito a partire da questo lunghissimo gennaio.
Irpef: quella cosa strana, spiegata semplice
L’Irpef, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, di fatto è quella tassa che decide se a fine mese puoi permetterti quella cena fuori in più o se dobbiamo continuare a guardare il menù partendo dai prezzi. L’Irpef funziona a scaglioni, che vanno dal 23% al 43% . Immaginate la vostra dichiarazione dei redditi come una scala, non pagate la stessa percentuale su tutto quello che guadagnate, ma salite di un gradino alla volta. Più salgo, più pago: sul primo pezzetto di reddito paghi un tot, se superi una certa soglia, sulla parte eccedente paghi un po’ di più, e così via.
Fino a qualche anno fa era una scalata a quattro scaglioni. Dal 2024 siamo passati a tre, e la buona notizia è che nel 2026 lo Stato ha deciso di dare una limatina a quello centrale.
Cosa succede nel 2026: il “regalo” al ceto medio
La novità principale riguarda chi sta “nel mezzo”. Parlo di chi guadagna tra i 28.000 e i 50.000 euro lordi l’anno. Spesso questa fascia è quella che si sente più spremuta, troppo “ricca” per i bonus, troppo “povera” per non sentire il peso delle bollette. In pratica, l’aliquota del secondo scaglione scende dal 35% al 33%, e questo scaglione riguarda la fascia di reddito tr 28.000 euro e 50.000 euro.
Ecco la situazione attuale:
- Fino a 28.000 euro: si paga il 23%.
- Tra 28.000 e 50.000 euro: si paga il 33%. Questo è il cambiamento. Prima si pagava il 35%, quindi lo Stato oggi trattiene il 2% in meno su questa fetta di guadagni.
- Sopra i 50.000 euro: si paga il 43%. Questa soglia non è cambiata;
Facciamo i conti
Lo so, stai già facendo i calcoli mentali. Ti aiuto io. Prendiamo una persona che guadagna 40.000 euro lordi. Quei 12.000 euro che “sforano” il primo gradino non saranno più tassati al 35%, ma al 33%. Il risultato? Sono circa 240 euro all’anno in più. Diviso per le mensilità, parliamo di circa 20 euro al mese. Non cambieranno la vita, è vero. Non ci compri una barca, ma una pizza e una birra sono offerte dallo Stato (se non sei di Milano). Il risparmio massimo può arrivare a circa 440 euro l’anno per chi tocca la soglia dei 50.000 euro. Oltre quella cifra, il beneficio si ferma (anche lo Stato ha i suoi limiti di generosità).
E per le Partite Iva?
Qui la situazione si divide, come sempre, tra chi può imboccare la via della semplicità e chi combatte nell’ordinario:
- Forfettari (quelli del 5% o 15%): queste nuove aliquote non ti toccano direttamente. Però, piccola chicca: se hai anche un lavoro da dipendente, ora puoi guadagnare fino a 35.000 euro in busta paga e mantenere comunque la tua amata Partita Iva forfettaria per i lavoretti extra. Un bel respiro di sollievo.
- Regime Ordinario: paghi l’Irpef esattamente come i dipendenti, quindi anche per te la tassa sulla fascia media scende al 33%. Significa un pizzico di liquidità in più per investire in quel software nuovo o, semplicemente, per gestire meglio le spese personali.
In conclusione
La direzione sembra quella di voler alleggerire il carico, un passetto alla volta. Certo, come commercialista partner di Fiscozen, vorrei sempre dirti che le tasse sono state dimezzate, ma detto da Elena non professionista, la realtà è fatta di piccoli aggiustamenti.
Il mio consiglio? Non aspettare che sia il reddito paga a sorprenderti. Cerca sempre di metterti nei tuoi risparmi una piccola parte dei tuoi guadagni a prescindere dai vari cambiamenti. Questo ti aiuterà a gestire meglio la tua organizzazione finanziaria e a respirare un po’ di più in alcuni momenti. Dopotutto, conoscere i propri numeri è il primo passo per dormire sonni tranquilli e magari godersi quei 20 euro in più (seppur non migliaia) senza sensi di colpa!