Non ho paura di fallire perché non ho paura dei soldi
Andrea Burocco ha 42 anni e fa l’imprenditore. È cresciuto nell’Alto Piemonte, dove i suoi genitori gestivano un ristorante e una pizzeria. Fin da bambino ha respirato il mondo dell’impresa ma ne ha conosciuto anche il lato più duro: quando la famiglia si trasferisce nel biellese, alla fine degli anni Novanta, la crisi del distretto tessile travolge l’intera zona. «In alcuni casi non si riusciva ad arrivare a fine mese. Bisognava capire dove mettere il soldo: coprire una spesa significava scoprirne un’altra». Eppure quelle difficoltà non si trasformano in paura. Andrea cresce con l’idea che se i suoi ce l’hanno fatta – due figli, una famiglia unita, un sacco di esperienze – allora il denaro non è poi così decisivo.
Si laurea in Ingegneria al Politecnico di Torino nel 2008, ma il percorso classico di inserimento lavorativo post-laurea non fa per lui. Partecipa a una Start-up Competition quasi per caso e vince: lì, fonda una start-up di e-commerce che in pochi anni cresce da tre soci a trentacinque persone. Nel 2015 arriva la prima exit: un milione e mezzo di euro complessivi. «Non è una cifra con cui compri cinque appartamenti, però partendo da zero ti dà un po’ di liquidità, un po’ di tranquillità». La prima cosa che fa è aiutare i genitori a uscire dall’attività di ristorazione. «È venuto tutto molto naturale, in modo familiare. Tanto ho ricevuto e un po’ ho ridato».
Per un paio di anni, Andrea resta nella startup come dipendente dell’azienda che li ha acquisiti. Ha trentatre anni, un lavoro stabile e un percorso avviato. È il tipo di situazione in cui la maggior parte delle persone sceglierebbe di restare, perché funziona. Lui invece si ascolta. E decide di spendere parte dei soldi guadagnati con la vendita per girare il mondo. Sei mesi tra Sud America, Stati Uniti, Giappone e Cina. Al rientro fonda Fluida, una piattaforma per la gestione delle risorse umane. I soldi finiscono in fretta, la rottura di cassa si avvicina, ma la paura non arriva. «Se fallisco, farò qualcos’altro. In qualche modo ce la si fa». Dopo quindici mesi il 51% di Fluida viene acquisito. Con i soldi della seconda exit, Andrea compra una baita ad Alagna e la ristruttura a consumo zero.
C’è un filo che attraversa tutta la sua storia: per costruire qualcosa, devi accettare di lasciare qualcos’altro indietro. «Il guadagno immediato a volte è il segnale di situazioni più facili o stabili rispetto all’imprenditoria, dove a volte devi lasciare qualcosa indietro per avere qualcosa in avanti».