L’app
di Rame

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Rame Episodio 150

Sono ricca, ma mio fratello ha più diritto di me ai soldi

13 minuti

Emma ha 30 anni, vive in un piccolo paese in Abruzzo ed è cresciuta in una famiglia molto benestante. I soldi, però, non sono mai stati soltanto abbondanza. Nella sua famiglia sono anche un’ombra: stanno dietro a vecchie eredità, aziende, litigi tra fratelli e rapporti che a un certo punto si interrompono. Quando Emma è ancora bambina, suo padre smette di frequentare i propri fratelli. Lei cresce così in un nucleo ristretto, dove il denaro dà sicurezza ma ha già mostrato di poter dividere una famiglia.

Da adolescente Emma riceve una paghetta molto generosa, ne spende una parte e il resto lo mette da parte. Non sente l’urgenza di lavorare per mantenersi e sa di avere alle spalle una famiglia che può sostenerla. Finché quella stessa sicurezza, molti anni dopo, non diventa il terreno di un nuovo conflitto. Suo fratello decide di lasciare l’azienda di famiglia e chiede al padre una somma importante per avviare una nuova attività. Emma scopre che la richiesta è stata tenuta nascosta proprio a lei e che, almeno inizialmente, suo fratello dovrebbe ricevere quei soldi mentre lei no. Si oppone. «Non ci dovevo fare nulla con quel denaro, però volevo la mia parte».

Alla fine il padre dà la stessa cifra a entrambi. Ma ciò che colpisce Emma è la reazione che la sua richiesta scatena. «Io ero diventata una pazza, una strega, mi hanno detto che ho il demonio dentro. Ma io stavo solo dicendo: com’è possibile? Non ho mai chiesto un euro in più rispetto a mio fratello». A poco a poco si accorge che quella reazione contiene qualcosa che all’inizio non aveva visto. Sua madre glielo dice quasi come se fosse una regola ovvia: «È risaputo che i maschi nelle famiglie pretendono di più, che si cerca di dare di più al maschio».

È lì che Emma capisce che il conflitto non riguarda soltanto quanto denaro spetti a ciascuno. Riguarda chi, dentro una famiglia, è autorizzato a pretendere e chi invece dovrebbe essere disposto a rinunciare. Suo fratello può chiedere di più; è Emma, rifiutandosi di avere meno, a essere accusata di aver creato il problema. «Non si è mai parlato del fatto che lui chiedesse di più, ma si è parlato del fatto che io non ho accettato».

Eppure Emma è cresciuta con un’idea molto precisa di cosa significhino i soldi per una donna. Gliel’ha trasmessa sua nonna, che non aveva studiato e aveva vissuto il matrimonio anche come una necessità economica. A lei ripeteva che la sua vita sarebbe stata diversa: avrebbe avuto un lavoro, un’azienda, la possibilità di andarsene se avesse voluto. «Per me i soldi sono, soprattutto per una donna, libertà».

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